Mouse

Removibili

Scanner

Nastro magnetico - Musicassetta

Schede e nastri perforati

Stampanti

HARD DISK

L'hard disk, chiamato anche disco rigido o disco fisso, è una memoria di massa che consente di memorizzare a lungo termine dei dati. E' costituto da una serie di dischi metallici rivestiti di materiale magnetico, su cui vengono memorizzati i dati, e da una serie di testine, tenute sollevate dall'aria mossa dai dischi in rotazione, per la lettura/scrittura dei dati stessi.

Il primo hard disk fu costruito dalla IBM nel lontano 1956 e, in epoca di memorie di massa costitute da schede perforate e nastri magnetici, era in grado di memorizzare una enorme quantità di dati: 5 MB (lo spazio occupato oggi da una canzone MP3). Il sistema IBM RAMAC 305 (Random Access Method of Accounting and Control), questo era il suo nome, era il primo elaboratore dotato di memoria ausiliaria a dischi magnetici.

La memoria era costituita da 50 dischi del diametro di circa 60 cm che ruotavano alla velocità di 1200 g/min. registrando 5 milioni di caratteri al secondo. L'intero sistema, che pesava quasi 1000 Kg., si trovava all'interno di un contenitore di circa un metro cubo Disponeva di un'unica testina di lettura/scrittura che doveva quindi spostarsi di circa 1 metro per poter passare dal primo all'ultimo disco: il tempo di accesso ai dati era ovviamente molto lento, ma comunque molto più veloce delle schede perforate e dei nastri magnetici usati in quel periodo: questi i valori indicativi della velocità di lettura/scrittura dei dati al minuto:

Scheda perforata 18.000
Nastro magnetico 900.000
Disco RAMAC 5.000.000

Il primo nome che i progettisti gli assegnarono non fu quello di hard disk, ma fixed disk.

I progettisti IBM, nel 1961, apportarono modifiche sostanziali a quel primo modello, e con l'IBM 1301, composto da 20 dischi, riuscirono a memorizzare, utilizzando entrambi i lati, 25 MB di dati. Ogni disco era dotato di una propria testina di lettura/scrittura, questo permise di ridurre in modo significativo, (circa 1/4), il tempo di accesso. Su questo modello venne utilizzato per la prima volta il sistema di sollevamento della testina mediante l'aria: questo modo di lavorare della testina è in uso ancora oggi.

Nel 1973, ancora la IBM, realizzò il primo hard disk "simile" a quelli attuali; fu il primo ad avere tutti i componenti (dischi, braccio e testina) racchiusi in un unico contenitore sigillato. I tempi di lettura/scrittura si ridussero ulteriormente e l'accesso ai dati era 40 volte più veloce del primo RAMAC. Questo modello, chiamato 3340 Winchester (nome derivato da un modello di fucile Winchester) era composto da due dischi con una capacità complessiva di circa 60 MB.

Passarono sette anni e, nel 1980, a quasi 25 anni dal primo hard disk realizzato dalla IBM, la Shugart (oggi Segate) produsse il primo hard disk per il nascente mondo del personal computer. La tecnologia era quella Winchester e il diametro dei dischi 5,25" (circa 13 cm.) con una capacità di 5 MB. E' interessante notare che la IBM, inventrice dell'hard disk, commercializzò nel 1981 il suo primo personal computer (IBM PC) senza hard disk.

Nel 1981 la Corvus realizzo per il computer Lisa, della Apple, un disco rigido esterno con tecnologia Winchester, diametro da 5,25" e capacità di 5 MB: il Profile.

Nel 1983 la Rodime realizzò il primo hard disk da 3,5" (circa 9 cm) con capacità di 40MB.

Per poter utilizzare gli hard disk nei portatili, dove gli spazi sono ridotti ed il consumo di energia deve essere basso, a partire dal 1988 furono realizzati modelli con dischi di soli 2,5" (circa 6 cm).

Nel 1991 la IBM, utilizzando un nuovo tipo di testine magnetoresistive, riuscì a produrre il primo hard disk da 3,5" con capacità da 1 GB.

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
AAVV, Tre secoli di elaborazione dati, IBM, Milano, 1980
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://news.com.com/2300-1010_3-6031405-1.html?tag=ne.gall.pg
http://www.windoweb.it/edpstory_new/ev_ramac.htm
http://www.circuitcellar.com/library/print/0400/Eady-117/index.htm
http://www.computerhistory.org/timeline/
http://en.wikipedia.org/wiki/Hard_disk
http://it.wikipedia.org/wiki/Hard_disk
http://www.duxcw.com/digest/guides/hd/hd2.htm
http://www.logicsmith.com/hdhistory.html
http://www.cedmagic.com/history/ibm-305-ramac.html
http://www.mdhc.scu.edu/100th/Progress/Porter/jimporter.htm
http://www.freenfo.net/data-recovery/storia-hard-disc.html
http://www.smartcomputing.com/editorial/dictionary/detail.asp?guid=&searchtype=&DicID
=19615&RefType=Encyclopedia
http://www.computerworld.com/hardwaretopics/storage/story/0,10801,75215,00.html
http://tecnologia.tiscali.it/approfondimenti/2004/10/hd/index.html
http://www.tvtech.com/features/Media-Server-Tech/a_from_tape_to_disk.shtml

ottobre 2006

FLOPPY DISK

Il principio su cui si basa il funzionamento del floppy disk, fu ideato e brevettato, negli anni '50, da un ricercatore giapponese che successivamente cedette i diritti alla IBM la quale, nel 1967, realizzò il primo floppy disk su cui registrò il programma di avvio del computer System/370; si trattava ancora di un floppy usato solo in lettura.

Il floppy disk è costituito da  una custodia al cui interno si trova un disco flessibile su cui vengono registrati magneticamente i dati.
Nei floppy disk l'accesso ai dati è, come nei dischi rigidi, diretto, qualunque sia la posizione in cui esso si trova; fino ad allora sui supporti rimovibili (i nastri) per leggere un dato occorreva svolgerlo fino al punto interessato: con i floppy i tempi di lettura/scrittura furono drasticamente ridotti.

Nel 1972 la IBM presentò sul mercato i primi floppy disk da 8" (circa 20 cm. di diametro) con una capacità di memorizzazione che oggi sembra ridicola: 170 KB.
Nei successivi 5 anni la IBM e la Shugart riuscirono ad aumentare la capacità di questi floppy, memorizzando i dati sui due lati e/o aumentando la densità di registrazione. Nacquero così le sigle, utilizzate in seguito anche con i floppy da 5,25":

SS = singola faccia
DS = doppia faccia

SD = singola densità

DD = doppia densità

HD = alta densità

 

Nel 1973 la IBM introdusse un lettore per floppy da 8" a doppia faccia, la capacità di memorizzazione passò a 400 KB, nello stesso anno la Shugart annuncia la versione a 800KB.

Nel 1976 la Shugart sviluppò e commercializzò il primo floppy disk da 5,25", la capacità di memorizzazione, su doppia faccia era di 240 KB.
Nell'anno successivo, il 1977,  furono commercializzati gli ultimi floppy da 8" (DSDD) con una capacità di 1,2 MB.
A partire dal 1981, sui sistemi IBM e compatibili, si diffusero i floppy da 5,25" con le capacità che negli anni successivi ebbero una grande diffusione:

180 KB       su singola faccia (utilizzato sul primo PC della IBM)
360 KB       (DDDD) (utilizzato sui sistemi XT)
1,2 MB       (DDQD quadrupla densità) a partire dal 1984 quando vengono presentati i sistemi PC AT

Nel 1982 La Sony commercializzò il floppy disk da 3,5" con custodia rigida, come quelli in uso ancora oggi; la HP è la prima ad utilizzare questo supporto ma su un personal computer con scarso successo commerciale. La diffusione di questo formato inizia nel 1984 con la commercializzazione del primo Macintosh della Apple: la capacità è di 400 KB.
Nel 1985, sempre su questi sistemi la capacità passa a 800 KB, mentre nei sistemi Dos il disco è in grado di memorizzare 720 KB. Il floppy disk da 1,44 MB venne inventato dalla 3M 1987, a partire da quell'anno venne usato su tutti i sistemi operativi.
All'inizio degli anni '80  furono realizzati, con dimensioni analoghe e sempre con custodia rigida, altri floppy che ebbero una scarsa diffusione in quanto utilizzabili solo sul PC per cui erano stati progettati.
I floppy della Sony si imposero come standard

I floppy disk venivano impiegati su modelli di home e personal computer che utilizzavano sistemi operativi proprietari: le incompatibilità dei sistemi operativi e le diverse capacità di memorizzazione rendevano incompatibili fra di loro anche i floppy disk.
Inoltre la contemporanea presenza di floppy disk con diverse capacità di memorizzazione (da 5,25" e da 3,5"), crearono non pochi problemi di compatibilità anche nell'ambito dello stesso sistema operativo: non tutti i lettori erano in grado di leggere tutti i formati.

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://inventors.about.com/library/weekly/aa110198.htm
http://tokyonewsline.com/entertainmentline/yoshiro_nakamats.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Floppy_disks
http://www.creativityatwork.com/articlesContent/Nakamats1.html

http://www.islandnet.com/~kpolsson/comphist/comp1972.htm
http://www.computerhistory.org/timeline/

agosto 2006

MOUSE

Nel 1967, quando ancora non si parlava di pesonal computer, Douglas Engelbart presento all'ufficio brevetti la documentazione relativa ad un dispositivo chiamato "indicatore di posizione X-Y per display"; l'anno successivo lo presentò ufficialmente in una dimostrazione pubblica durante la Joint Computer Conference a San Francisco.
I suoi studi erano iniziati circa dieci anni prima, con un gruppo di ricercatori, presso lo Stanford Research Institute

Nel 1970 la United States Patent Office pubblico il brevetto di Engelbart. 

Nel 1973, presso il PARC (Xerox Palo Alto Research Center) fu prodotto un calcolatore da utilizzare per le ricerche presso lo stesso centro. Alto, questo il nome del computer, oltre all'unità centrale disponeva di tastiera, display grafico, mouse e memoria di massa.

Prima di trovare una applicazione pratica, non come dispositivo di puntamento generico, ma con le funzione per cui lo conosciamo oggi, passarono una quindicina di anni.

Nel  1981 la Xerox, per prima, commercializzò un mouse con il computer Star-8010.

Nel 1983 anche la Apple, con il Lisa, primo personal con una vera interfaccia grafica, utilizzò il mouse, ma la vera diffusione di massa iniziò nel 1984 con la commercializzazione del Macintosh da parte della stessa Apple.

Per una decina di anni fu considerato un bel "giocattolino" per creativi che lavoravano sul Macintosh; gli utenti dei sistemi Dos che si andavano rapidamente e massicciamente diffondendo, anche perché non disponevano ancora di un efficiente dispositivo a finestre, sostenevano che in ufficio quel "topolino" non serviva.

A partire dal 1995, con l'introduzione di Windows 95, tutti i personal computer iniziarono ad utilizzare questa periferica.

Fin dai primi anni, per questioni di ergonomia e di design, tutti i costruttori si sono sbizzarriti a realizzare i mouse nelle forme più strane ed originali: ecco alcuni esempi.

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.oldmouse.com/
http://www.fortunecity.com/marina/reach/435/alto.html
http://www.cedmagic.com/history/xerox-alto.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Xerox_Alto
http://homepage.mac.com/vectronic/macintosh/mouse.html
http://www.oldmouse.com/articles/xerox/Alto.shtml
http://www.oldmouse.com/articles/xerox/StarHistory.shtml
http://www.bergen.org/AAST/Projects/Engineering_Graphics/_EG2001/mouse/history.html
http://www.windoweb.it/edpstory_new/eh1965.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Computer_mouse
http://www.ideafinder.com/history/inventions/story044.htm
http://inventors.about.com/library/inventors/bl_computer_mouse_patent.htm
http://www.islandnet.com/~kpolsson/comphist/comp1972.htm
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2006/10/mc_
110106_logitech.shtml?uuid=e8bce1fc-5927-11db-9b5c-00000e25108c&type=Libero#
http://sloan.stanford.edu/MouseSite/1968Demo.html
http://www.computerhistory.org/timeline/

settembre 2006

MICROPROCESSORE

Il microprocessore provocò una vera rivoluzione nel mondo dei computer. Le varie parti della CPU (Central Processing Unit), che fino ad allora erano costituite da schede di grandi dimensioni realizzate prima con valvole, poi con transistor ed infine con circuiti integrati, vennero raccolte dentro ad un unico chip. Un piccolo pezzettino di silicio sostituì alcune schede contenenti migliaia di resitori, condenatori e transistor.

Il prezzo di questi componenti, dopo una breve fase iniziale, scese a livelli talmente bassi da consentire a chiunque di costruire un piccolo calcolatore: un personal computer.
Attualmente nel microprocessore sono integrate anche altre parti del personal, come ad es. la memoria cache.

Nal 1970 Gilbert Hyaat, consulente aerospaziale, presentò all'ufficio brevetti americano una richiesta di brevetto per "Un'architettura elettronica per computer basata su un singolo circuito integrato su un unico chip". A questa intuizione non fece mai seguito nessuna realizzazione pratica da parte di Hyaat.

Nel 1971, alla Intel (fondata nel 1968 per produrre chip di memoria), Faggin, Hoff e Mazer inventarono il microprocessore: era il 4004. Il successo e la diffusione non furono travolgenti, ma la strada per ulteriori sviluppi era sicuramente aperta.

Con il 4004, per utilizzarlo sfruttandone tutte le caratteristiche, fu progettata e realizzata una "famiglia" di circuiti integrati che comprendeva una ROM (4001), una RAM (4002) ed un chip per il controllo degli input e degli output (4003).

Una ditta giapponese commissionò alla Intel lo sviluppo della parte elettronica di una calcolatrice. Hoff progettò l'intero circuito utilizzando un solo circuito integrato e, con Mazer mise a punto lo schema del primo microprocessore: all'italiano Faggin il compito di rendere funzionante l'intero progetto.

La disputa per il brevetto fra Hyaat e Intel andò avanti per decenni, fino a quando, nel 1990, l'ufficio brevetti americano riconobbe a Hoff l'invenzione del microprocessore.

La capacità di elaborazione di questo primo microprocessore era superiore a quella dell'ENIAC (1946 - 18.000 valvole) o ad uno computer IBM dell'inizio degli anni '60.

Nel 1974 Faggin lasciò la Intel per fondare la Zilog e, dopo due soli anni, lanciò lo Z80. Un microprocessore di grande successo che venne utilizzato in molti home computer di quel periodo e mantenne negli anni una grande vitalità: fu prodotto e venduto per più di 25 anni per applicazioni in campo industriale.

Moore, uno dei fondatori della Intel, notò empiricamente che il numero dei transistor contenuti in un chip e la sua potenza di calcolo raddoppiavano ogni 18 mesi. La legge di Moore è tuttora valida.

Nella tabella sono riportati solo i microprocessori più significativi di quel periodo

Anno
Ditta
Sigla
Bit
Clock (MHz)

N° Transistor

Superficie
(mmq)
1971
Intel

4004

4
0,1
2.300

12
1972
Intel
8008
8
0,2
3.500
14
1974
Intel
8080
8
2
6.000
20
1974
Motorola
6800
8
4
4.100
16
1975
Mos
6502
8
1
4.000
21
1975
Zilog
Z80
8
2,5
8.500
18
1978
Intel
8086
16
4,7
29.000
33
1979
Intel
8088
16/8
4,7
29.000
33
1979
Motorola
68000
32/16
8
68.000
44
1982
Intel
80286
16
6
134.000
73
1984
Motorola
68020
32
12
190.000
85
1985
Intel
80386DX
32
16
275.000
103
1987
Motorola
68030
32
20
273.000
102
1989
Intel
80486DX
32
25
1.180.000
165
1990
Motorola
68040
32
25
1.200.000
152

 

 



 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.computerhistory.org/exhibits/microprocessors/
http://www.fazzino.it/cpu.php?language=italian
http://www.intel4004.com/sign.htm
http://www.gregorys.it/informat/microp.htm
http://www.intel.com/museum/online/hist_micro/hof/index.htm
http://www.mediamente.rai.it/HOME/BIBLIOTE/intervis/h/hoff.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Microprocessor
http://it.wikipedia.org/wiki/Microprocessore
http://www.computermuseum.li/Testpage/MicroprocessorHistory.htm
http://www.eee.bham.ac.uk/woolleysi/teaching/microhistory.htm
http://www.itcbz.it/didattica/archivio/informatica/Processore/Processori/Processori.htm
http://www.intel4004.com/
http://www.computerhistory.org/timeline/

ottobre 2006

CD-ROM e DVD

 

Il Cd-Rom prima, e il DVD dopo, nascono come estensione del Cd audio.

Alla fine degli anni '60 la Philips applicò, per prima, la tecnologia laser a prodotti di largo consumo proponendo il Videodisco; il supporto aveva un diametro di 30 cm. e su ciascun lato era possibile memorizzare 60 minuti di video.

CD-DA (Digital Audio)
La Philips, nel 1976, iniziò gli studi sulla possibilità di registrare dei segnali audio su un supporto digitale: il CD. Nel 1981, con la Sony, che nel frattempo si era affiancata nello studio per l'applicazione di questa nuova tecnologia, proposero agli organismi internazionali la standard per i CD-DA (Digital Audio).
Questo standard, che prenderà il nome di "reed book" dal colore del dorso del manuale, prevedeva un campionamento del segnale audio a 16 bit ad una frequenza di 44,1 KHz; il CD ha un diametro di 12 cm e può contenere 76 minuti di registrazione.

La prima proposta della Philips prevedeva un cd con un diametro di 11,5 cm e 70 minuti di registrazione, sufficienti per riversare su cd i vecchi LP. Con quella durata non si poteva incidere la nona sinfonia di Beethoven: la Philips ricevette molte richieste di modifiche affinchè lo rendesse possibile. Il diametro del CD e la durata della registrazione passarono a quelle attuali.

Il primo Cd audio è stato "52nd Street" di Billy Joel per conto della Sony Music; la Sony produsse anche il primo lettore commerciale.

Nel 1982 il CD audio viene commercializzato, curiosamente, prima in Europa ed in Giappone e poi negli USA.
L'ultima grande rivoluzione nel campo discografico era compiuta.

CD-ROM (Read Only Memory)
Ancora la Philips e la Sony, nel 1984, rilasciarono le specifiche per il CD-ROM, raccolte nello "yellow book", una  estensione informatica del Cd audio. Su un supporto uguale a quello dei CD audio si possono memorizzare 650 MB di dati oppure 74 minuti di audio.

Il CD audio, pensato come successore del disco LP, prevedeva una semplice lettura sequenziale dei dati. Nel CD-ROM, siccome i dati sono gestiti da un computer, e quindi sono divisi in file, è sorto il problema di memorizzare delle informazioni relative all'indirizzamento dei dati, per poter effettuare una lettura non sequenziale. Una parte dello "spazio" è quindi occupato da questi dati e per questo motivo sui Cd-ROm si possono memorizzare solo 74 minuti di audio.

Lo standard proposto non forniva indicazioni sulla struttura logica dei file. Ogni sistema operativo prevedeva una propria struttura di archiviazione dei file; nel 1985 le principali industrie del settore si riunirono presso l'Hotel High Sierra ( da cui il nome delle standard) e definirono i requisiti minimi per far ci che i file di un CD-ROM fossero leggibili dai più diffusi sistemi operativi: Dos, Apple, Unix.

Nel 1985 iniziò la commercializzazione di questo tipo di supporto ed una delle prime pubblicazioni fu l'enciclopedia Grolier's Electronic Encyclopedia, 9 milioni di parole occupavano solo il 12% dello spazio disponibile.

CD-I (Interactive)
Philips e Sony, nel 1987, definirono anche le specifiche, contenute nel "green book", di questi CD, contenute nel "green book", che consentono di inserire contenuti multimediali e programmi interattivi. Per poter utilizzare questi CD, il cui diametro è di soli 8 cm e la cui qualità è paragonabile a quella di una videocassetta VHS, occorre un apposito lettore da collegare al TV.
La commercializzazione di questi cd iniziò nel 1991 ed ebbe termine nel 1999

CD-ROM XA (Extended Architecture)
CD-PLUS
CD-EXTRA
ENHANCED MUSIC CD
CD MULTIMEDIALI
Dal lavoro di Apple, Microsoft, Philips e Sony furono presentati, a partire del 1989, questi formati che permettevano di mescolare dati per computer, secondo le specifiche "yellow book" e dati audio, secondo le specifiche "red book".
Le specifiche di questi CD "multisessione" con contenuti multimediali si trovano nel "blue book".

La tecnica usata è quella dell'interleaving che permette di memorizzare i dati in modo da ridurre al minimo lo spostamento della testina di lettura. I dati vengono masterizzati in due sessioni, nella prima ci sono i dati audio e nella seconda, riconosciuta solo dal pc, la parte di dati per la presentazione multimediale del prodotto.

L'introduzione sul mercato risale al 1996.

PHOTO-CD
Con questo formato, proposto dalla Kodak e formalizzato nell'"orange book" nel 1990, fu realizzato il primo CD registrabile. Sul solito supporto da 12 cm si possono registrare un centinaio di fotografie con sei diverse risoluzioni (da 128x192 a 2048x3072) in una versione Pro era anche disponibile la risoluzione 4096x6144.
Il formato di registrazione, proprietario della Kodak, solo dopo alcuni anni venne reso disponibile a tutti.

CD-RW
Ancora la Philips e la Sony definirono, nel 1988 le specifiche di questo nuovo formato di CD riscrivibile: i dati sono raccolti nell'"orange book". Questi dischi possono essere riscritti anche centinaia di volte.

A causa della tecnologia adottata nella masterizzazione dei CD-RW, i vecchi lettori CD a volte non sono in grado di leggerli.

La loro commercializzazione inizia nel 1991.

DVD
Questo supporto ha le stesse dimensioni del CD, ma consente la registrazione di un maggior quantità di dati (circa 7 volte quella di un CD).
La commercializzazione del DVD iniziò nel 1996
Nuovi formati stanno per essere immessi sul mercato, ma un unico standar non è ancora stato definito

DVD-R e DVD+R
Sono i DVD registrabili, immessi sul mercato a partire dal 1999.
I due formati -R e +R usano un sistema di registrazione, dal punto di vista tecnico, diverso. Quando sono stati introdotti sul mercato i due formati richiedevano due diversi lettori; oggi entrambi sono ormai supportati da tutti i moderni lettori/masterizzatori DVD.

DVD-RW
Analogamente al CD-RW consente di effettuare diverse masterizzazioni.
E' stato introdotto sul mercato nel 2000

DVD DOPPIO STRATO
Attualmente ci sono due sistemi in concorrenza e gli organismi internazionali non hanno ancora formalizzato uno standard.
Nel 2002 Philips e Sony hanno commercializzato il formato DVD+R, in grado di registrare circa 8,5 GB.
Nel 2004 è stato formalizzato lo standard ufficiale DVD-R che ha le stesse capacità, ma impiega una diversa tecnologia per la masterizzazione dei dati

DVD MULTISTRATO
In Lo standard non è ancora stato definito ed attualmente sono "in competizione" due formati, entrambi in grado di memorizzare una ventina di gigabyte di dati.
Blu-Ray sviluppato dalla Sony e Hd-Dvd sviluppato dalla Toshiba.

 

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.disctronics.com
http://www.ascotti.org/programming/sbdi_cda.htm
http://www.iht.it/dvd/dvd.htm
http://www.philipscdi.com/history.htm
http://online.infomedia.it/riviste/dev/66/articolo12/articolo.htm
http://www.medianetsnc.com/master_cd.htm
http://www.tedfelix.com/PhotoCD/PCDBasics.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Photo_CD
http://lrs.ed.uiuc.edu/students/bweinert/history.htm
http://www.cd-info.com/CDIC/Bibliography.html
http://www.webisland.net/s/dvd_vergini_differenze.htm
http://www.italiadvd.it/news/news14.htm
http://www.islandnet.com/~kpolsson/comphist/comp1972.htm
http://www.dia.unisa.it/~ads/ corso-security/www/CORSO-0203/DVD.pdf
http://www.computerhistory.org/timeline/

settembre 2006

NASTRO MAGNETICO e MUSICASSETTA

Il primo impiego di un nastro magnetico per la registrazione dei dati risale al 1951 sul computer UNIVAC, il supporto fisico era costituito da un cilindretto di acciaio.

La registrazione magnetica su nastro venne proposta dalla Basf nel 1934 per registrare/leggere dei segnali audio. Il processo di scrittura/lettura avviene mediante una testina che, a contatto con il nastro che scorre, converte il segnale elettrico in uno magnetico e viceversa.

La IBM, nel 1954, presenta la prima unità a nastro magnetico su supporto flessibile, come quelli in uso nel settore audio. Il sistema di controllo era piuttosto complesso perché dovette risolvere i problemi dei danneggiamenti del nastro dovuti ai continui comandi di avvio/arresto; la IBM affrontò e risolse il problema facendo passare, in tensione, il nastro dentro una colonna sotto vuoto.

La capacità di memorizzare/leggere i dati era di circa 50 volte più veloce di quello che si poteva ottenere con le schede perforate. Questa unità divenne uno standard per molti anni.

Il nastro, contenuto in una bobina del diametro di circa 25 cm., scorreva ad una velocità di circa 20 cm al secondo ed era in grado di memorizzare circa 4 caratteri per ogni millimetro: le informazioni potevano quindi essere scritte/lette ad una velocità di circa 15.000 caratteri al secondo.

Con il passare degli anni le dimensioni dei nastri si sono ridotte e le capacità di memorizzazione sono notevolmente aumentate, ma il vero tallone di Achille, la velocità di lettura/scrittura, pur migliorando, è rimasta notevolmente inferiore a quella delle altre memorie di massa. Il nastro viene ancora utilizzato come sistema di back-up.

 

La musicassetta (o compact cassette o MC o cassetta audio) fu presentatadalla Philips nel 1963 ed ebbe subito un grande successo: tutti potevano registrare dei segnali audio ad un costo molto contenuto.
La Philips in realtà non inventò nulla, ma riuscì ad inserire in una cassetta rigida, facilmente trasportabile e di ridotte dimensioni, un nastro magnetico; la facilità di sostituzione dei nastri, rispetto alle bobine utilizzate fino ad allora per le registrazioni magnetiche, era sbalorditiva.

Le cassette audio che si trovano in commercio sono: C46, C60, C90 e C120 (il numero indica i minuti di registrazione sui due lati). Lo spessore del nastro, essendo le dimensioni del contenitore in plastica uguali per tutti i modelli, deve diminuire con l'aumentare della durata di registrazione: nella C60 è di 15-16 µm, mentre nella C120 è di soli 9 µm.
L'enorme diffusione ed i costi contenuti hanno determinato un impiego della musicassetta anche come memoria di massa negli home computer e nei primi personal computer.
Il sistema di registrazione ed la gamma di frequenze utilizzate erano quello del campo audio, quindi inserendo una cassetta con dei programmi in un impianto Hi-Fi si potevano sentire una serie infinita di "rumori", un po' come una trasmissione telegrafica.
Il processo di scrittura/lettura dei dati da parte del computer, su questi supporti, è sequenziale; il tempo per ricercare e caricare il programma prescelto poteva essere anche di alcuni minuti; anche per questo motivo furono immesse sul mercato musicassette specifiche per il settore del computer, con durata decisamente inferiore: circa 10/12 minuti.

Fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 alcuni programmi radiofonici della Rai trasmettevano dei programmi in basic per i più diffusi sistemi del momento.

Il primo personal computer della IBM, commercializzato nel 1981,  aveva sul retro la presa per il collegamento ad un registratore a cassette da usare come memoria di massa.

Nei primi anni '80 la musicassetta veniva ancora utlizzata come memoria di massa per gli home computer, ma presto scomparirà anche da quel mercato: arriva il floppy disk.
In quegli stessi anni (1982) la Sinclair proponeva per lo Spectrum una microcassetta
.

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.videointerchange.com/audio_history.htm
http://www.fonoteca.ch/it/documentation/tecnica/supporti_sonori.htm
http://musicaememoria.altervista.org/musica_distribuzione_duplicazione.htm#La%20registrazione%20del%20suono
http://it.wikipedia.org/wiki/Musicassetta

MODEM

Il modem (MODulatore/DEModulatore) modula e demodula i segnali digitali in analogici e viceversa per poter trasmettere i dati digitali di un computer sulle normali linee telefoniche.
Il principio del modem è stato utilizzato per la prima volta dal sistema di difesa statunitense nel 1950.

Il sistema collegava alcuni terminali delle basi radar con la centrale di comando mediante linee dedicate, ma le apparecchiature impiegate erano già simili agli odierni modem.

La AT&T, che in USA deteneva il monopolio delle linee telefoniche, a partire dal 1958 introdusse il Data-Phone, che consentiva di trasmettere dati in modalità half-duplex asincrono: per quasi tutti gli anni '60 ci furono solo migliorie e modifiche a quel tipo di apparecchiatura (frequenze utilizzate, velocità di trasmissione).

Nel 1968 venne presentato il primo accoppiatore acustico. La connessione di questi primissimi modem per computer non avveniva direttamente sulla linea telefonica, ma tramite un'apparecchiatura "Acoustic Data Coupler" sulla quale si appoggiava direttamente la cornetta telefonica per ottenere il passaggio dei dati. Questo sistema rimase in uso fino alla fine degli anni '70.

Nel 1979 la Hayes Microcomputer Product lanciò sul mercato il primo modem, per come viene comunemente inteso oggi: il Micromodem 100.

Nel 1981, la stessa ditta, mise in commercio lo Smartmodem 300 con i comandi AT; i comandi AT diventarono lo standard, usato fino ai giorni nostri, a cui tutti i costruttori di modem facevano rferimento.

La diffusione di massa del modem iniziò nel 1996 con la presentazione del primo modello a 56K.
Successivamente, e fino ai primi anni del 2000, si ebbe un incremento di prestazioni ed una riduzione delle dimensioni delle schede: i modem da apparecchiature esterne diventarono schede inserite direttamente all'interno del personal.

Con la diffusione delle linee ADSL i modem "analogici" iniziano a ridurre gradatamente la loro diffusione.

 

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.computerhope.com/history/196080.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Modem
http://it.wikipedia.org/wiki/Modem
http://fr.wikipedia.org/wiki/Modem
http://www2.rad.com/networks/2005/modems/history.htm
http://inventors.about.com/library/inventors/blmodem.htm
http://www.thepcmuseum.net/timeline.php
http://www.syssrc.com/html/museum/html/modem_hayes100.html
http://www.computerhistory.org/timeline/

MEMORIE A SEMICONDUTTORE

Le memorie a semiconduttore sono quelle che utilizzano il transistor come elemento costituivo base.
Sono diverse le possibili classificazioni delle memorie a semiconduttore.

In base al tipo di operazioni che consentono

·    sola lettura (ROM)               (Read Only Memory)

                                                  il contenuto di queste memorie viene inserito dalla ditta costruttrice, l'utente può solo leggerne il contenuto, ma non può modificarlo

·    lettura/scrittura (RAM)        (Random Access Memory)

le informazioni vengono scritte o lette durante le normali operazioni che si compiono con un computer; tutte ciò che produciamo (testi, musica, video, etc.) viene memorizzato nella RAM del computer

·    lettura/scrittura (EPROM)   (Erasable Programmable Read Only Memory)

la scrittura può essere effettuata anche dall'utente, ma solo con l'uso di apposite apparcchiature; per cancellare il contenuto bisogna esporre, per alcuni minuti, la EPROM ai raggi ultravioletti generati da una apposita apparecchiatura.

In base alla capacità di conservare nel tempo le informazioni:

·       volatili (tutte le "RAM")        conservano le informazioni finché il computer è in funzione, quando viene spento la memoria si svuota

                                                   Queste memorie, in base alla necessità o meno del rinfresco del contenuto, anche quando il computer è in funzione, possono essere:

DRAM                   (Dynamic Random Access Memory)

                             il contenuto deve sempre essere "rinfrescato" mediante continue operazioni di lettura/scrittura che il computer esegue automaticamente senza l'intervento dell'utente; sono le meorie utilizzate nei computer

SRAM                   (Static Random Access Memory)

                             il contenuto non necessita dell'operazione di "rinfresco"; sono generalmente utilizzate per le memorie cache

 

·       non volatili (tutte le "ROM") conservano le informazioni anche quando il computer è spento.

Nel 1966 due ricercatori della IBM gettarono le idee di base per realizzare una cella di memoria con un transistor ed un piccolo condensatore; gli studi continuarono per un paio di anni e, nel 1968, la IBM ottenne il brevetto per la prima memoria RAM.

Nel 1970 la Fairchild realizzò la prima memoria SRAM (256 KB) e la Intel pubblicizzò la prima memoria DRAM (Dynamic Random Access Memory), la 1103 da 1 KB.

Ancora la Intel, nel 1971, con il primo microprocessore, realizzò anche due memorie indispensabili per poterlo utilizzare: la 4001, una ROM da 256x8 bit e la 4002, una RAM da 320 bit. Nello stesso anno realizzò e commercializzò anche la prima EPROM: la 1072

A partire dal 1977 i miglioramenti in termini di velocità di accesso ai dati e di capacità di memorizzazione sono stati travolgenti: mediamente ogni tre anni questi due dati iniziarono ad aumentare di 4 volte.
Parallelamente a questo rapido sviluppo iniziò anche un proliferare di nomi (EDORAM, SDRAM, DRDRAM ...).

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer

RIFERIMENTI INTERNET

http://it.wikipedia.org/wiki/DRAM
http://www.fazzino.it/memory.php?language=italian
http://inventors.about.com/od/rstartinventions/a/Ram.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_%28informatica%29
http://en.wikipedia.org/wiki/Random_access_memory
http://www.computerhistory.org/timeline/

SCHEDA E NASTRO PERFORATO

La scheda perforata, che può essere considerata la prima memoria di massa utilizzata nei calcolatori, è costituita da un cartoncino; l'informazione viene "memorizzata" con la presenza o l'assenza di fori, in posizioni predefinite.

L'idea delle schede perforate nasce però molto prima dell'era dei computer. I primi esperimenti, per il controllo dei telai da tessitura, risalgono al 1725, ma solo nel 1801, all'esposizione mondiale di Parigi, Jacquard presenta il suo famoso telaio comandato da lunghe nastri di cartone forato.

Babbage, nel 1834, presentò il progetto della "macchina analitica", in grado di effettuare 60 addizioni al minuto: per l'introduzione dei dati prevedeva l'impiego di schede perforate.

La macchina, che aveva uno schema generale identico a quello dei calcolatori elettronici degli anni successivi, non fu mai realizzata praticamente per insormontabili problemi tecnici (5000 ruote dentate, 25000 componenti, 2 tonnellate di peso ed una macchina a vapore che facesse funzionare il tutto)

Una ventina di anni dopo, nel 1851, all'esposizione mondiale di Londra, Dawson presentò il primo strumento musicale automatico: era un organo controllato da un nastro di cartone forato.

I primi esperimenti nel campo dei calcolatori risalgono al 1884, ma l'impiego delle schede perforate in modo intensivo avvenne al 1890, con la tabulatrice di Hollerith per il conteggio dei risultati del censimento americano.

L'elaborazione dei dati del censimento americano del 1880 durò ben 7 anni. Per cercare di accelerare queste operazioni, nel censimento del 1890, fu adottata una macchina in grado di leggere delle schede perforate: la dimensione delle schede era uguale a quella del dollaro (187x83 mm). I tempi furono drasticamente ridotti e, dopo solo due anni e mezzo, i risultati del censimento erano pronti.

Nel 1928 la IBM, pur mantenendo invariata la dimensione della scheda, portò a 80 il numero delle colonne: era nata la scheda standard utilizzata fino alla fine degli anni '70

La "matrice" è di 80 colonne e 12 righe. In ciascuna delle 80 colonne possono quindi essere praticati 12 fori: 10 per indicare un numero e 2 per indicare, tramite una combinazione con le righe dei numeri, le 27 lettere dell'alfabeto. I dati diventano quindi alfanumerici con la possibilità di ampliare i campi di applicazione delle macchine meccanografiche.

Alla fine degli anni '70 cessarono anche il loro servizio i nastri perforati, usati fino ad allora in ambito industriale.

BIBLIOGRAFIA

Bozzo M., La grande storia del computer, Edizioni Dedalo, Bari, 1996
Riviste varie di informatica e personal computer
AAVV, Tre secoli di elaborazione dati, IBM, Milano, 1980

RIFERIMENTI INTERNET

http://www.windoweb.it/edpstory_new/storia_ibm_1900.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Scheda_perforata
http://www.museoaica.it/Museo_Aica/esplora/pieni/scheda.html
http://www.ilportoritrovato.net/html/tesi/tesi%20completa/tesi2.html
http://www.windoweb.it/edpstory_new/ev_centro.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph-Marie_Jacquard
http://www.edscuola.it/archivio/ped/globed/nonni.html
http://www.dimi.uniud.it/~cicloinf/mostra/Pagina07.html
http://www.computerhistory.org/timeline/


 


Stampanti

Anno Ditta Descrizione
1966
Texas
Prima stampante termica
1978
Diablo
Prima stampante a margherita
1980
Epson
Prima stampante ad aghi a basso costo (MX-80)
1984
HP
Prima stampante laser a prezzo relativamente basso (Laserjet)
1988 HP Prima stampante a getto d'inchiostro a prezzo relativamente basso (Deskjet)

     
 

 

Scanner

Anno Ditta Descrizione
1989
Sharp
Scanner a piano fisso , milioni di colori, 300 dpi, formato di scansione A4 (Prezzo circa 9.000.000 di Lire)
 

 

Rimovibili

Anno Ditta Descrizione
1983
Iomega

Bernoulli
Primo rimovibile,cartuccia circa 5,25”, capacità 10 MB, tempo medio di accesso 50 ms, collegamento su porta seriale
Prezzo del lettore (1986) £ 5.900.000
Prezzo della cartuccia (1986) £ 400.000

1988 Mass DataPak
Cartuccia da 5,25”, Capacità 44 MB, Tempo medio di accesso 50 ms, Collegamento SCSI - Parallela
Prezzo del lettore (1988) £ 3.450.000
Prezzo della cartuccia (1988) £ 280.000
1995 Iomega Zip
Cartuccia da 3,5”, Capacità 100 MB, Tempo medio di accesso 29 ms, Collegamento SCSI – Parallela
Prezzo del lettore (1995) £ 400.000
Prezzo della cartuccia (1995) £ 35.000
1996 Iomega Jaz
Cartuccia da 3,5” Capacità 1 GBTempo medio di accesso 25 msCollegamento SCSI